Stenosi pilorica: papà in ospedale

Ed eccoci tornati a casa, sorridenti e col pancino sistemato. Sono stati 5 giorni duri questi della nostra prima esperienza in ospedale a soli 40 giorni di scricciola vita.
Il problema si chiamava stenosi pilorica, ovvero un’ipertrofia muscolare che chiude al piccolo il piloro e quindi tra stomaco e intestino non passa più nulla. Da cui vomiti esorcistici, niente più alimentazione etc.
Tutto si risolve e si è risolto con una piccola operazione chirurgica per rilassare il muscolo.

 

Non vi scrivo delle notti bianche, dei salici piangenti di mamma e papà, di quella flebo attaccata a quel corpicino che potete immaginare… rischierei di bagnare lo schermo a vita. Ora l’importante è che stiamo bene, che siamo in ripresa e che ci aspettano “solo” tante coccole! Un grazie di cuore va a tutti i medici, alla pediatria Giulia, ai nonni e agli amici che ci sono stati appiccicati.

 

super ps:
Se sei un papà in ospedale non avrai vita facile, per cui ho pensato di buttare giù una guida di sopravvivenza per papà all’arrembaggio in pediatria in 10 classici punti in ordine sparso:

 

– stupisci il personale cullando e spupazzando il bambino, pochi papà lo fanno e tu ti puoi guadagnare le simpatie del reparto e il tuo bimbo stará sempre meglio;

 

– le infermiere sono al 99% acidelle, tu ringrazia e saluta sempre anche se non ti calcolano perché l’infermiera è quella che chiude un occhio sugli orari di visita

 

– non andare mai troppo abbronzato in reparto: potrebbero scambiati per un medico tirato (non ne ho visto uno pallido!) e le infermiere… Vedi punto sopra.

 

– passare la notte con mamma e bambino è vietato per cui tu mimetizzati con l’arredamento o attaccati sotto al letto tipo film d’azione

 

– non esagerare e prenditi delle pause. I supereroi vai a vederli al cinema, tu ogni tot devi riposare per essere in forma di testa e di tutto

 

– un papà accessoriato è un papà preparato: porta da casa un po’ di musica per il bimbo, qualche golosità per la mamma e tutto quello che ti viene in mente per supportare i tuoi cuccioli

 

– se hai la fortuna come me di trovare una pediatra appassionata e carina (che ti dice che tuo figlio è bello da pubblicità ma tu sai che vuoi puntare al cinema ahah) allora approfitta di chiederle anche le cose più semplici per pulire via ogni dubbio

 

– chiama gli amici per fare due chiacchiere assieme alla mamma, essere soli non ha mai fatto bene a nessuno

 

– fai il bodyguard anche se non c’hai il fisico per proteggere il tuo bimbo dall’invasione di parenti in ospedale

 

– non picchiare la mamma del bimbo iper vivace che in sala d’attesa ha dato uno schiaffo in testa al tuo neonato.

 

Ogni altro consiglio di mamma e papà nei commenti è super gradito!

 

mano piede

12 commenti a "Stenosi pilorica: papà in ospedale"

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  1. genny

    16 agosto 2012 at 14:44

    ohhh povero Nicolò! e poveri mamma e papà chissà che ansia!! ma tutto è bene quel che finisce bene e tra un po’ il ragazzo potrà mangiare gli esperimenti del papà:DD

    • davide.nonino

      16 agosto 2012 at 14:46

      Tanta tanta Genny!!! Ma ora siamo tutti a casa a coccolarci fino a consumarci.
      ps; sugli esperimenti so dove andare a sbirciare 😉

  2. Maddalena

    16 agosto 2012 at 14:44

    ciao Davide,

    buona caccia al tuo cucciolo innanzitutto…

    io mi son fatta 3 settimane di neonatologia con il mio appena nato…

    e devo dire che a noi genitori era possibile leggere il diario di bordo sulle cure del nostro piccolo, quindi direi che si può anche consigliare di farvelo vedere se è possibile… così si sa anche cosa fanno al piccolo…

    ti auguro che il cucciolo si riprenda presto

    • davide.nonino

      16 agosto 2012 at 14:47

      Ciao Maddalena, oh poverino… ti stracapisco, tre settimane poi, bisogna essere proprio d’acciaio ma anche di peluche per lui. Grazie mille, auguri a tutti e due questi cuccioli!

  3. Giovanna

    16 agosto 2012 at 17:21

    Sei fantastico … Come professionista ma anche e soprattutto come papa’ ..tutto il bene a te, Ale, al piccolo Niccolò. Buona ripresa!

    • davide.nonino

      16 agosto 2012 at 18:42

      SMACK!

  4. Marinko

    17 agosto 2012 at 22:25

    Povero piccolino e poveri anche i genitori! Esperienza senz’altro tosta. L’importante è che il tutto sia passato nella miglior maniera possibile. Forza e coraggio a tutti e tre, coccole a più non posso!

  5. Giulia

    24 agosto 2012 at 14:53

    Dio santo. A noi è capitato diverse volte ormai.
    La prima volta il Bubino non aveva nemmeno due mesi. Bronchiolite acuta con annessa influenza B (vi ricordate la pandemia del 2010?). Ci siam sparati dieci giorni di ricovero, con il piccolo attaccato alla bombola d’ossigeno e alimentato con un sondino.
    Che aggiungere ai tuoi consigli.
    Noi siamo sopravvissuti:
    a) perché eravamo proprio accanto al reparto pediatria oncologica; e tutto aiuta a relativizzare il dolore
    b) perché abbiamo capito che il responsabile di pediatria – inizialmente odiatissimo perché ci prendeva un po’ in giro – passa diversi mesi all’anno vicino ai bambini di Haiti; e anche qui torniamo sulla tema della relatività del proprio dolore
    c) perché ci eravamo scaricati i podcast di SeiPuntoZero; e un po’ di sana demenzialità ci riportava in vita
    d) perché tutto sommato qualche infermiera carina c’era sul serio e anche il loro più piccolo gesto umano ci aiutava. Ricordo quando una di loro mi ha suggerito di provare ad attaccare al seno il piccolo (che mangiava col sondino da cinque gg) contro il parere del dottore. Quando il Bubino ce l’ha fatta, nonostante tutti i tubicini che gli uscivano dal naso, ricordo che sono scoppiata a piangere di brutto. E l’ho fatto proprio insieme a quell’infermiera. E’ stata una cosa molto dolce che ricordo ancora teneramente.

    • davide.nonino

      24 agosto 2012 at 20:35

      Ciao Giulia, un bacione a quell’eroe del Bubino e grazie per i tuoi preziosi e umanissimi consigli!

  6. Sonia

    28 agosto 2012 at 11:50

    porca miseria che esperienza!! meno male che ogni tanto si trovano medici per vocazione e quindi prendono a cuore il problema! Pensate che gli unici a patire siete stati voi, lui non c’ha capito nulla e non se lo ricorderà mai! Intanto iniziate con le pubblicità così il cinema sarà più vicino 😉 La tua guida è troppo giusta!! Un abbraccio a tutti voi, un bacetto a Niccolò e tutto bene quel che finisce bene!

    • davide.nonino

      28 agosto 2012 at 11:54

      grazie Sonia!

  7. laura

    12 gennaio 2014 at 01:05

    Ti capisco, mio figlio è stato operato di stenosi pilorica a 16 gg di vita. …

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