Strage di commesse

Stiamo facendo una straggge con tante g! E non parlo di vendetta nei confronti dell’addetto spesso più odiato/bistrattato dello shopping, ma di strage vera e propria!
Il colpevole è ovviamente Nicolò, e occhio che non sto facendo il papà scarica colpe del tipo “chi ha fatto la puzzetta in casa?” e tu indichi tuo figlio non parlante.

 

Basta entrare con lui in negozio e le commesse vanno in visibilio: oddio che cucciolo, oh tesoro santo, ma sei bellissimo, che coccolone, ma sei un bambolotto…  (frasi che dovrei registrare per quando sarà un adolescente brufoloso). Lasciano addirittura il cliente che seguivano, indossano un volto umano e si lasciano a gridolini, sorrisini, ammiccamente, robe da red carpet. E quel piccolo maschio ruffian consapevole di mio figlio ci gode di brutto. Si fa aspettare, sorride a metà, aspetta altre coccole e poi ricompensa con gli occhioni.

 

L’effetto per capirsi è questo (Nicolò è quello a sinistra…):

 

occhi bimbo

 

L’episodio più clamoroso: la commozione e gli ammiccamenti/sorrisi di una commessa dell’Autogrill alla cassa. Non me ne vogliano le ragazze di Autogrill ma solitamente non sono le più felici del caso e le posso capire vista l’educazione che tiene la gente lungo l’autostrada.

 

Quello che manca però caro mio piccolo Nicolò è la monetizzazione di questo successo di smorfie e simili! Non è arrivato manco uno sconticino ARGHHHH!!!!


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