Come parlare ai neonati

E mettiamoci alla fine un bel punto di domanda, che il tema è ampio, sul web non è che abbia trovato grosse info e neppure sui libri tirasu-genitore che sto leggendo…

 

Che il bambinese sia la via corretta?

Ma sì che lo conoscete il bambinese, è quel linguaggio da pirlotti che ogni adulto adotta in faccia ad un infante occhioloso. “Hey pucci pucci coccolino, ma sei un bambolottino tiri tiri fuffi fuffi? Ma che guanciotte tondine etc. etc.“. Mah… posso solo confermare che appena ho visto il mio frugoletto appena nato, sono diventato all’instante esperto di bambinese. Ti viene spontaneo e naturale… che sia l’ultima tradizione orale esistente all’universo? Che abbiamo visto troppi film? Io sono per la musicalità, tutto quel trottolinare amorosamente attira l’attenzione del bimbo e lo coccola musicalmente, a lui che piacciono i toni alti.

 

Certo ci vuole sempre il sano buon senso. Mai esagerare, rischi di ritrovarti a parlare il bambinese in ufficio (dove sarebbe meglio parlare a volte il balenese sentito in Nemo) e il tuo bimbo potrebbe subito trasformarsi in un bimbomink.. e lascio le ultime due lettere libere che questo è un blog parolaccia-free.

 

Ah le parolacce, dura epurarsi da un giorno all’altro quando nasce tuo figlio. Io mi ci impegno però non è facile eh?

 

Comunque al di là dei tentativi strampalati miei, ecco per punti la mini auto guida per parlare ai bimbi nei primi mesi che mi sono fatto spulciando qua e là e spruzzando di buon senso (ogni suggerimento nei commenti è super ben voluto):

 

– non esagerare col bambinese;

 

– chiama il bimbo per nome e non (sempre) trottolino;

 

– parla semplice che avrà tempo di complicarsi le cose poraccio;

 

– non fare il manichino di legno, parla aiutandoti coi gesti;

 

– raccontagli tutto quello che stai facendo (sì, pure se stai andando a far pipì, mica sei un papà robot? E poi se la pipì la fai bene…);

 

– fagli delle domande anche se non ti risponde, così lo incuriosisci (forse);

 

– leggigli fiabe (meglio filastrocche da piccolissimi). Io gli leggo pure Vanity Fair 😉 ;

 

– vai oltre la ninna nanna e cantagli qualche canzone (io adesso non potevo trattenermi dalla mia personale cover di Call me maybe ad esempio);

 

– non parlare a senso unico. Se il bimbo reagisce con un WASFDS tu gli puoi rispondere. Parlagli dolcemente che il bimbo è sensibile e magari vicino e sottovoce per catturare la sua piccola attenzione.

 

Insomma ciaccoliamo genitors, ciaccoliamo!  Io in sti giorni ho raccolto delle risposte AGHWE, GHIUDS e AGUO fantastiche!

 

 

 


2 commenti a "Come parlare ai neonati"

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  1. Marinella

    24 settembre 2012 at 08:42

    Bello anche questo articolo! 😀 Non ti dico poi quando il tuo bimbo raggiun gerà i famigerati 3 anni…tra i capricci e le richieste assurde (posso vedere un po’ di cartoni? alle 23 destatosi da sonno!!! risposta chiaramente e nettamente “NO! doooormi amore di maaamma” :-P) e ti chiderà il “PERCHE?” di ogni cosa! Certo che non si finisce mai di imparare a fare il genitore!

    • davide.nonino

      24 settembre 2012 at 08:56

      Già la strada è lunghissimaaaaaaaaaaa… devo riesumare i libri dei perché che avevo da bimbo 😉

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