Ma è femmina o maschio?

Se volete fare una domanda dritta in mezzo alle gambe di un papà orgoglioso del suo pupetto e dei suoi 11 spumeggianti mesetti (ready for the party?!) allora provateci: ma è una femminuccia o un maschietto?


Ma signora cara mia (solitamente la 50enne tipo che ti ferma quando sei in giro con la tua dolce creatura a passeggiar e a far spesucce), non vede che sono il più banal padre del mondo che veste il suo maschietto di blu/azzurro con pupolotti da maschietto e scarpine da maschietto e ciuffo da maschietto e passeggino da maschietto e tutto ciò che è maschiettabile?

 

 

Ok, lo ammetto, anche io prima avevo difficoltà a distinguere e solo con l’upgrade genitore mi son fatto l’occhio, senza aver bisogno di guardare là in mezzo come si fa con i cani/gatti nuovi degli amici per non chiedergli se è femmina e maschio e far così gli intenditori… o lo faccio solo io, buh…
Comunque, i colori signore mie! Se il pupetto è tutto di blu/azzurro vestito sarà 99% maschietto, altrimenti sarà femminuccia gasp!!! Il prossimo che me lo chiede, con tutto l’impegno che ci metto a fare i baby outfit –  apro la patta del pannolino!

 

ps: scusatemi ma non so perché l’algoritmo (per niente) semantico suggerisce sotto come articolo sullo stesso argomento quello sul triciclo in legno… non facciamoci domande va…

 

 


Strage di commesse

Stiamo facendo una straggge con tante g! E non parlo di vendetta nei confronti dell’addetto spesso più odiato/bistrattato dello shopping, ma di strage vera e propria!
Il colpevole è ovviamente Nicolò, e occhio che non sto facendo il papà scarica colpe del tipo “chi ha fatto la puzzetta in casa?” e tu indichi tuo figlio non parlante.

 

Basta entrare con lui in negozio e le commesse vanno in visibilio: oddio che cucciolo, oh tesoro santo, ma sei bellissimo, che coccolone, ma sei un bambolotto…  (frasi che dovrei registrare per quando sarà un adolescente brufoloso). Lasciano addirittura il cliente che seguivano, indossano un volto umano e si lasciano a gridolini, sorrisini, ammiccamente, robe da red carpet. E quel piccolo maschio ruffian consapevole di mio figlio ci gode di brutto. Si fa aspettare, sorride a metà, aspetta altre coccole e poi ricompensa con gli occhioni.

 

L’effetto per capirsi è questo (Nicolò è quello a sinistra…):

 

occhi bimbo

 

L’episodio più clamoroso: la commozione e gli ammiccamenti/sorrisi di una commessa dell’Autogrill alla cassa. Non me ne vogliano le ragazze di Autogrill ma solitamente non sono le più felici del caso e le posso capire vista l’educazione che tiene la gente lungo l’autostrada.

 

Quello che manca però caro mio piccolo Nicolò è la monetizzazione di questo successo di smorfie e simili! Non è arrivato manco uno sconticino ARGHHHH!!!!